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Il tempo. Non quello meteorologico, non quello biografico, ma quello che governa ogni esperienza estetica — la velocità con cui le sensazioni si succedono, la durata con cui persistono, la struttura entro cui si organizzano. La musica lo sa da secoli. Il vino, a modo suo, lo sa da millenni. Eppure nessuno, o quasi, si era fermato a mostrarli insieme, a far sentire quanto si assomigliano quando li si mette fianco a fianco su un tavolo — anzi, su un pianoforte e dentro un bicchiere.
È questa l'intuizione al centro de Il Tempo Musicale e la Dinamica del Gusto, seminario esperienziale in programma il 30 e 31 maggio 2026 presso Vigne Marrone a Fossacesia Marina, nell'ambito di Cantine Aperte 2026.
Velocità: l'acidità è un tempo musicale
In musica, la velocità si misura in BPM — battiti per minuto. Un Presto a 140 BPM ha tutt'altra natura rispetto a un Adagio a 50. La tensione è diversa, il respiro è diverso, persino la percezione dello spazio cambia. Nel vino, quella stessa funzione la svolge l'acidità: è lei che determina la rapidità con cui le sensazioni colpiscono il palato, la loro nitidezza, la sensazione di scatto o di distensione che un sorso lascia dietro di sé.
Un Riesling vinificato in purezza, con la sua acidità tagliente, ha il ritmo di uno Scarlatti suonato a tempo di Presto — immediato, preciso, pulito. Un Montepulciano invecchiato si muove invece come un Adagio di Beethoven: denso, lento a schiudersi, capace di richiedere attenzione e tempo prima di rivelare tutto ciò che contiene. Non è una metafora ornamentale. È una corrispondenza strutturale — e il seminario lo dimostrerà all'ascolto e al sorso, in tempo reale.
Durata: le caudalie e il sustain
Ogni nota ha una durata. Uno staccato muore quasi subito — una pennellata secca, un impulso che si ritrae. Un suono tenuto mantiene la sua presenza nel tempo. E quando si preme il pedale del pianoforte, il suono si estende oltre sé stesso, si riversa nell'ambiente, lascia un'eco.
Nel vino, la durata si misura in caudalie — un'unità che vale un secondo, e che indica per quanto tempo le sensazioni aromatiche persistono in bocca dopo che il sorso è stato deglutito. Un vino corto dura 1-3 secondi: è uno staccato. Un vino lungo, da 8 a 12 secondi o oltre, è un accordo con il pedale premuto — il finale di un'ottima annata che non smette di risuonare, come un retro-olfattivo che continua a parlarci anche dopo che il bicchiere è già lontano.
Struttura: l'attacco, il centro bocca, la coda
Ogni brano ha una forma. L'introduzione stabilisce il carattere, lo sviluppo porta il tema alle sue conseguenze, la coda decide come tutto si risolve — o come rimane sospeso. Un grande finale non è una chiusura brusca: è un fade out, una dissolvenza che lascia nell'ascoltatore la sensazione che qualcosa stia ancora vibrando anche nel silenzio.
Il vino funziona esattamente così. L'attacco — l'impatto immediato sul palato — può essere esplosivo come un accordo in fortissimo o morbido come un pianissimo. Il centro bocca è dove il vino esprime la sua complessità: un blend elaborato ha la ricchezza polifonica di un quartetto; un monovitigno semplice ha la chiarezza di una linea melodica senza ornamenti. Il finale è il momento della verità — ed è quello che separa un vino ordinario da uno che vale la pena ricordare.
I vini del seminario
Il seminario si articola in tre fasi ciascuno legato ad ognuno dei pilastri concettuali. Tra i protagonisti ci sono nove vini scelti per incarnare — al sorso — le stesse categorie che la musica esprime al suono.
Dal territorio abruzzese arrivano tre etichette che raccontano storie molto diverse ma ugualmente radicate: Anid di Vigne Marrone (1ª immagine), un Pecorino 100% con carattere e un nome che porta in sé il ricordo di una persona cara — elegante e un po' sovversivo, proprio come il vitigno che lo compone; Alma Rock di Esselé (2ª immagine), Sauvignon in purezza del 2025, mille bottiglie che cambiano carattere con le annate, oscillando tra la delicatezza di un poeta e l'energia di uno scatenato — una vera rock star del bicchiere; e Margento di Simigliani (3ª immagine) , un Pecorino Terre di Chieti IGT macerato sulle bucce secondo la tradizione dei vini bianchi vinificati in rosso, con quella nota ramata che è già di per sé una firma.



Il Domaine de Beyssac, dalla valle della Garonna nel Sud-Ovest francese — porta sei etichette di vini biodinamici e naturali, fondata nel 2009 da Frédéric Broutet con un'unica ambizione: produrre vini che rispettino il luogo da cui vengono. La Folle Odyssée (1ª immagine) (Gros Manseng 2025, bianco secco), l'Escapade (2ª immagine) (rosato Merlot/Malbec 2024), l'Iniciau (3ª immagine) (Merlot/Malbec/Abouriou, la cuvée storica premiata dalla Guide Hachette), il Le Monde d'Après Abouriou (4ª immagine) e il Le Monde d'Après Malbec (5ª immagine)— due monovitigni che raccontano la purezza varietale senza interferenze — e infine l'Essentiel, Abouriou e Merlot (6ª immagine) affinato in barrique di rovere francese: il vino più lento, più strutturato, quello che al seminario potrebbe davvero suonare come un Adagio.






C'è qualcosa di unico in un'occasione del genere — una sorta di seminario-laboratorio dove la teoria si dimostra al palato e all'orecchio simultaneamente, dove c'è chi guida la comprensione e chi la illustra dal vivo al pianoforte. Tutto questo a Fossacesia Marina, tra mare, cantina e monti. Vi aspettiamo.
Il 30 e 31 maggio, nell'ambito di Cantine Aperte 2026, presso Vigne Marrone, Fossacesia Marina (CH). Il seminario con performance live è in programma entrambi i giorni dalle 17.00 alle 19.00. Il calice ufficiale MTV con sacca è a 5 euro (gratuito per chi lo ha già acquistato presso altre cantine aderenti). La visita con degustazione di due vini è a 5 euro. L'offerta food è disponibile su prenotazione. I posti per il seminario sono limitati — per prenotare: 329 0091902.
— Ass. cult. Vini Autentici
📍 Vigne Marrone, Fossacesia Marina (CH)
P.S. Questo seminario è anche un'anteprima. La III edizione di Musica dal Vino si avvicina — e comincia a prendere forma proprio qui, a Fossacesia. https://musicadalvino.it/
Cos'è Musica dal Vino
Musica dal Vino è una manifestazione enogastronomica e culturale nata in Abruzzo dall'idea di Alessandro Calabretta (Antidotes) per esplorare le connessioni profonde tra il mondo della musica, dell'arte e del vino autentico. Due giorni in cui convivono estemporanee di pittura, degustazioni di vini naturali, esibizioni musicali, laboratori e momenti di ascolto — perché, come scrive Calabretta, "bisogna fare silenzio per ascoltare la musica nel rumore della pioggia": un'esperienza multisensoriale, nata per celebrare il vino vero, quello che appartiene all'universo dell'arte tanto quanto una nota o un colore. Scopri di più su musicadalvino.it.
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